giovedì 13 aprile 2017

Il mulino di Castagno e gli altri.

Facendo una ricognizione sui mulini che si trovavano nel comune di San Godenzo, uno soltanto è ancora in funzione, il Mulino nuovo (Mulino Ciucchi) di San Bavello. Due anni fa nell'articolo Un percorso nel mondo del castagno ne ho analizzato la composizione e il funzionamento. Nel post c'erano anche immagini di altri ex mulini del territorio comunale: quello di Osteria nuova, di Serignana di sotto (Mulino Calabri), di Castagneto.
Mulini non più attivi, trasformati in seconde case o abbandonati. Alcuni sono edifici ormai in rovina, come  Molinaccio di cui recentemente ho trattato.

Le foto mostrano ciò che resta di quello che una volta era il Mulino di Castagno d'Andrea.       

Mulino di Castagno d'Andrea. Foto Aleandro Fabbrucci, 2017

Mulino di Castagno d'Andrea. Foto Aleandro Fabbrucci, 2017

Mulino di Castagno d'Andrea. Foto Aleandro Fabbrucci, 2017

L'immagine successiva, tratta dal Catasto Leopoldino, mostra il rilievo del mulino di Castagno dove è indicata la presenza di gora e bottaccio.


Catasto Generale Toscano, rilievo del 1824-25 (estratto)


Dalle foto precedenti è difficile immaginare come era realmente fatto l'edificio. Forse esistevano solo gli ambienti propri del mulino e non l'abitazione del mugnaio. Molto probabilmente l'arco che è rimasto era sottostante al locale contenente le macine, opposto alla gora. Da lì fuoriusciva la stessa acqua che dal bottaccio era stata convogliata nella doccia, aveva fatto muovere il ritrecine, azionato le macine che riducevano le castagne e i cereali in farina. 

Nella foto che segue vediamo un mulino recentemente restaurato in prossimità del Fosso dell'Acquacheta, nell'area della località I Romiti.
 
Molino dei Romiti
Foto: Comune di Portico e San Benedetto

Della zona dei Romiti e della Cascata dell'Acquacheta, al confine tra Toscana e Romagna, ci sono alcune  foto dei primi anni del '900.

Le foto seguenti mostrano invece l'ex mulino Calabri, in particolare l'ambiente prospiciente il Borro della Falterona, che potrebbe avere relazione con quanto precedentemente ipotizzato sul mulino di Castagno.
Nella prima immagine si vede parte dell'arco in pietra di accesso all'ambiente interno.


Molino Calabri © Foto Progetto Le Valli

Nella seconda immagine, relativa all'ambiente interno (mulino di sotto), si distingue nel soffitto un palo verticale in ferro, l'albero motore di trasmissione dalla ruota a pale alla macina corrente, che si trovava al piano superiore (mulino di sopra). A sinistra si intravede l'apertura corrispondente all'arrivo del canale in pietra dove fuoriusciva l'acqua che, proveniente in verticale dal bottaccio, faceva azionare la ruota. L'afflusso del'acqua era regolato da una saracinesca comandata dal locale sovrastante


Molino Calabri © Foto Progetto Le Valli


MULINO CALABRI
Foto anni 1992-94. 
Piano strutturale del Comune di San Godenzo


ALTRI MULINI DEL COMUNE DI SAN GODENZO NELLE FOTO DEGLI ANNI '90

Nell'analisi del patrimonio extraurbano del Comune di San Godenzo è indicato che erano mulini gli edifici posti in località: I Coltri, Mulinuzzo, Il Fondo, Vallittoli ed anche Rio (oggi Villa Rio). Forse il rudere di Case Castelli era un mulino.


I COLTRI
Foto anni 1992-94. 
Piano strutturale del Comune di San Godenzo.

MULINUZZO
Foto anni 1992-94. 
Piano strutturale del Comune di San Godenzo


IL FONDO
Foto anni 1992-94. 
Piano strutturale del Comune di San Godenzo


MULINO DI VALLITTOLI
Foto anni 1992-94. 
Piano strutturale del Comune di San Godenzo