martedì 11 settembre 2018

I metati e la farina di castagne.

→ Nell'ambito del Progetto Le Valli  è stata realizzata da questo articolo  la mostra, a cura di Andrea Papi, tenutasi a Casale e Castagno d'Andrea (San Godenzo) nel mese di ottobre 2018.



Il metato, detto anche seccatoio, è un'antico tipico edificio in pietra che nei secoli scorsi veniva costruito in prossimità dei castagneti e destinato all'essiccazione delle castagne



Seccatoio nella marroneta, loc. Pescaia, Castagno d'Andrea
Sentiero natura Parco Foreste Casentinesi
Foto: Progetto Le Valli © 2015.



Nel comune di San Godenzo sono presenti estesi castagneti monumentali, della varietà marrone, che risalgono anche ad alcuni secoli fa. Molte di queste marronete sono ancora produttive ma dei  tanti seccatoi presenti nel passato, pochi sono rimasti in funzione.


Durante la raccolta delle castagne una parte selezionata viene portata al metato dove sarà essiccata per circa 30/40 giorni. Successivamente le castagne secche saranno portate al mulino per essere macinate e trasformate in farina di castagne.
Da segnalare che nel territorio comunale di San Godenzo è presente un antico mulino ad acqua (Molin Novo) attualmente funzionante per scopi didattici. In proposito vedi: Un percorso nel mondo del castagno.

La farina proveniente dai marroni raccolti a San Godenzo è un prodotto di estrema qualità. I castanicoltori di Castagno d'Andrea sono stati più volte premiati come produttori della migliore farina di castagne d'Italia (Concorso nazionale farina di castagne).

Vediamo in particolare alcuni metati presenti nel comune ed iniziamo da quelli in funzione.

In località Castellina nei pressi di Castagno d'Andrea, si trovano i due seccatoi da cui sono state prodotte le farine vincitrici del primo premio, nel 2016 (Piani) e nel 2018 (Martini).


Due seccatoi presenti in Località Castellina, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2009.

Le due immagini seguenti si riferiscono al Seccatoio Piani. Nella prima foto è visibile in facciata la finestra che serve per il riempimento delle castagne da essiccare.
Come vedremo in altri seccatoi la finestra di riempimento può trovarsi sul lato tergale della costruzione.   


Seccatoio, Località Castellina, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2018.

Nella foto del lato tergale dello stesso seccatoio è visibile un originale apertura per lo sfiato dell'umidità che si produce dopo l'introduzione dei marroni.   


Seccatoio, Località Castellina, San Godenzo
Particolare dell'apertura nel lato tergale.
Foto: Progetto Le Valli © 2018


Le foto seguenti sono del Seccatoio Martini, che recentemente è stato restaurato. Da notare la tipologia con porta d'ingresso, finestra superiore per il riempimento e annesso laterale a sinistra.


Seccatoio, Località Castellina, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2018.

L'immagine seguente mostra il seccatoio prima del restauro.


Seccatoio , Località Castellina, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2009.

La foto seguente relativa alla parte tergale dell'edificio, mostra la continuità tra i corpi che lo compongono,  messa in evidenza dalla stessa falda del tetto. L'edificio sullo sfondo è destinato invece ad abitazione.


Seccatoio, Località Castellina, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2018.


I seccatoi erano presenti nelle marronete, dove avviene la raccolta dei marroni ma, come abbiamo visto nei casi precedenti, venivano costruiti anche vicino alle case per maggiore comodità, vista la necessità di accudire il fuoco più volte al giorno. Erano quindi presenti anche in paese e a Castagno ve ne sono due esempi ancora in funzione.

Il Seccatoio Primarti  è situato proprio a Castagno d'Andrea, in località Le Prata di Sopra.
Con tipologia del tetto ad una falda, è stato dotato di recente di una scala per raggiungere più agevolmente la finestra di riempimento.


Seccatoio a Castagno d'Andrea, Le Prata di Sopra.
Foto: Progetto Le Valli © 2018

Anche il Seccatoio Collacchioni è in paese, in località Le Prata. La copertura è realizzata in lastre di pietra. La struttura comprende anche in questo caso un annesso funzionale al seccatoio stesso. Nel concorso sulle migliori farine quella prodotta dai marroni qui essiccati si è classificata negli ultimi due anni al secondo posto.


Seccatoio a Castagno d'Andrea, Le Prata.
Foto: Progetto Le Valli © 2014


Continuando il percorso tra i metati in funzione ritorniamo fuori dal paese, in località Le Casine. I marroni qui essiccati hanno prodotto la farina entrata in classifica nel 2018 (Salieri).
L'edificio destinato a seccatoio, come si nota dalla foto, ha un'unica falda e fa parte dell'insieme delle costruzioni presenti.


Seccatoio in località Le Casine
Foto: Progetto Le Valli © 2017

Da segnalare che altri seccatoi in funzione sono presenti in località La Casella, Arco, Pian dei Giunchi, Ciliegi.

Passiamo adesso ad osservare più in dettaglio un metato che si trova all'interno di una marroneta, sul Sentiero Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi La civiltà del Castagno.


Seccatoio nella marroneta, località Pescaia. Antica Strada di Cavallaja
Sentiero natura Castagno d'Andrea, La civiltà del Castagno
Parco Foreste Casentinesi. Foto: Progetto Le Valli © 2013


Il Seccatoio Fabbri al momento non è in funzione ma fu in parte recuperato nel 1997 e utilizzato per qualche anno. Le illustrazioni seguenti, tratte dal depliant del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ne mostrano la facciata e l'interno, permettendoci anche di osservare il processo di essiccazione delle castagne.


 
Sentiero Natura La civiltà del castagno. Punto di sosta n. 8: Il seccatoio
Illustrazione tratta dal dépliant del Parco Foreste Casentinesi


Il metato è una struttura su due livelli in pietra con un solaio costituito da travi di castagno e orditura composta da listelli di legno affiancati che permettono al calore di far essiccare le castagne. Al piano terra viene acceso il fuoco, mentre al piano superiore le castagne fresche vengono disposte a strati su listelli.
Nel grafico seguente dove è rappresentata la parte interna dello stesso seccatoio, sono evidenziate le funzioni dei due livelli.



Sentiero Natura La civiltà del castagno. Punto di sosta n. 8: Il seccatoio
Illustrazione tratta dal dépliant del Parco Foreste Casentinesi.

Il fuoco di legna di castagno deve essere sempre acceso, senza però che si formi la fiamma viva, per questo viene mantenuto soffocato utilizzando anche le bucce secche delle castagne dell’anno precedente (pula). Il fuoco non deve mai spengersi e viene quindi controllato e ricaricato più volte durante la giornata, per una durata di circa 30 / 40 giorni. Un processo piuttosto difficile anche perchè occorre girare spesso le castagne per farle seccare nella maniera corretta in un ambiente dove è presente fumo, non essendoci canna fumaria.

Nella foto dell'interno del seccatoio sono visibili parte del solaio e della copertura sovrastante.


Seccatoio Fabbri particolare dell'interno
Foto: Progetto Le Valli © 2013


Nella foto successiva, relativa ad un seccatoio in funzione nell'Appennino pistoiese, si vede un diffusore del calore in metallo, appeso alle travi del solaio.


Interno del Seccatoio di Orsigna
Ecomuseo della montagna pistoiese

 
Terminata l’essicazione le castagne vengono sottoposte alla battitura, oggi effettuata con macchinari, per liberarle dal guscio dopodiché si effettua un'ulteriore cernita manuale che elimina il bacato ed il troppo cotto. Quindi finalmente portate al mulino a pietra per trasformarle in farina di marroni.

Adesso alcuni esempi di seccatoi in stato di abbandono nel territorio di San Godenzo.


Seccatoio in località Soagi
In avanzato stato di abbandono, ma è ancora possibile notare che la porta di ingresso è preceduta da una sorta di loggia, aperta sul lato principale. Il seccatoio si trova lungo la Strada vicinale di Soagi 

Ruderi del seccatoio in località Soagi, San Godenzo
Foto: Progetto Le Valli © 2015

Nella foto seguente sul lato posteriore del Seccatoio è visibile la finestra per il riempimento delle castagne da essiccare. Posizione giustificata dal terreno in pendenza su cui è costruito il metato, che permette di raggiungere facilmente la finestra sul retro.



Ruderi del seccatoio in località Soagi
Foto: Progetto Le Valli © 2015

Seccatoio in località Prato a Borgo
E' ancora possibile osservarne la struttura. Situato di fronte all'abitazione, con ingresso dall'annesso laterale dove era presente anche il forno. La finestra di riempimento si trova sul lato posteriore.
Sulla località vedi il video Prato a Borgo, le case sul prato vicino al torrente.

Ruderi del seccatoio in località Prato a Borgo
Foto: Progetto Le Valli © 2011

DOCUMENTI

I Seccatoi a Castagno d’Andrea prima del 1944

Nel documento redatto dal Sig. Francesco Rainetti al termine della Seconda guerra mondiale,  è riportato un elenco dettagliato con i nomi dei proprietari di 46 seccatoi presenti a Castagno, suddiviso  per “quartieri” e per località. E' anche annotato se in quel momento erano attivi, da riattivare, distrutti. 



Seccatoi presenti a Castagno prima del 1944, elenco redatto da Francesco Rainetti. 
Archivio Filippo Malesci


1 commento:

  1. Un lavoro davvero interessante e direi originale non credo che esista niente di simile. Speriamo che anche questo contribuisca a mantenere viva una filiera che va dal MARRONE alla FARINA che si tramanda da anni e anni.

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