venerdì 23 aprile 2021

L' Oratorio di S. Alessandro alla Pretella

Sul percorso da Castagno d'Andrea a San Godenzo, camminando per le antiche strade si incontrano tre Oratori presenti nelle località di Serignana, La Pretella e Le Valli
 

Oratorio a La Pretella © foto Progetto Le Valli

L' Oratorio che si trova a La Pretella, come gli altri è parte di un complesso di edifici rurali. Dai documenti conservati presso l'Archivio Vescovile di Fiesole risulta dedicato a Sant'Alessandro vescovo di Fiesole e martire. 
 
 
Documenti Oratorio La Pretella, Archivio Vescovile di Fiesole

 
Fu fatto edificare da Antonio di Jacopo Forasassi, presso la sua casa di abitazione ed è stato benedetto nel 1824. Troviamo conferma sull'architrave della finestra dove sono incisi l'anno e le iniziali di chi l'ha fatto costruire.

 
Finestra Oratorio, La Pretella © foto Progetto Le Valli
 

Prima di approfondire le notizie sull'Oratorio vediamo la località della Pretella. 
 
La Pretella nei primi anni '80 del novecento era ancora disabitata, come si può vedere dalle foto seguenti. Le due immagini mostrano le pecore del gregge di Giovanni davanti alla casa, con le belle finestre riquadrate in pietra invase dai rovi. Giovanni era solito portare le pecore al pascolo dal Caprile dove abitava fino alla Pretella, che nel passato era stata una proprietà della sua famiglia. Ormai però gli edifici erano  stati abbandonati da anni.
 

Località La Pretella © foto Progetto Le Valli

Le pecore brucano l'erba tra la casa e una capanna

Località La Pretella © foto Progetto Le Valli

Le tre foto seguenti sono state eseguite dal Comune di San Godenzo negli anni 1992-1994. La prima mostra un particolare con la porta di ingresso dell'abitazione principale.

 

Località La Pretella © foto Comune di San Godenzo

Alla Pretella era presente anche un'altra abitazione posta nello stesso blocco della principale, ma con l'ingresso su un altro fronte. Si intravede a destra nella foto, già in stato di  rovina.

 

Località La Pretella 
© foto Comune di San Godenzo

Nella terza foto si distingue in secondo piano il volume delle abitazioni e in primo piano la capanna. Sulla sinistra, posto su un livello più basso si trova l'Oratorio visto dal lato opposto alla facciata, dove si intravedono due cipressi. 

 

Località La Pretella © foto Comune di San Godenzo

  

L' Oratorio di S.Alessandro

Un'altra immagine risalente ai primi anni '80 mostra l'Oratorio con i due cipressi ancora oggi presenti alla Pretella. Il cipresso di varietà horizontalis "femmina" e l'altro di varietà pyramidalis "maschio",  posti ai lati della porta di entrata, sono le due sentinelle dell'Oratorio.

 

Località La Pretella © foto Progetto Le Valli

 

Nella semplice facciata dell'Oratorio di S. Alessandro la porta e la finestra quadrangolare sono riquadrate in pietra.

 

Località La Pretella © foto Progetto Le Valli

 

Nella documentazione dell'Archivio vescovile si trova la domanda del Forasassi alla diocesi di Fiesole per la consacrazione dell'Oratorio. Il Vescovo risponde richiededendo che siano rispettate varie condizioni e dà incarico per la verifica a Don Colacchioni, Parroco della Chiesa di S. Maria a Ficciana, nel cui popolo la Pretella era posta. In data 18 luglio 1824 sappiamo così che il pubblico Oratorio è conforme alla norma, costruito non distante da un ambiente per fare il pane, con forno. L'ingresso è nella strada, il luogo sacro è indicato da una croce nel tetto sopra alla porta, l'altare è fisso costruito di mattoni.

 

Documenti Oratorio La Pretella, Archivio Vescovile di Fiesole

In data 19 agosto il Vescovo, visto che l'Oratorio è situato in luogo pubblico, separato da ogni uso profano, ornato decentemente, munito di altare, tavola, arredi sacri e di qualunque cosa necessaria per il Divin culto.... concede licenza e facoltà a beneplacito nostri e dei nostri successori di far celebrare nel predetto pubblico oratorio dedicato a S.D.M. in onore di S. Alessandro Vescovo e Martire (dopo però che sarà stato benedetto...) la S. Messa da qualunque Sacerdote Secolare approvato da Noi, o Regolari con licenza...

L'immagine seguente mostra l'interno dell'Oratorio con l'altare in muratura ed è visibile l'orditura in legno del tetto. La pavimentazione è in cotto.

 

 Oratorio di S. Alessandro, La Pretella © foto Progetto Le Valli
 

Si puo arrivare alla Pretella da tante direzioni, con percorso pedonale. Da Castagno e da Caprile la Strada vicinale Ontaneta-Pretella attraversa con un antico ponte il Fosso dei Trefaggi, come è denominato nel catasto granducale (nella cartografia di oggi Torrente San Godenzo). 

Si segnala che poco prima del ponte è avvenuta una frana, ma almeno per il momento è stato ripristinato un passaggio provvisorio. Al ponte che attraversa il corso d'acqua è stato fatto un tentativo di rinforzo ai piloni negli anni sessanta del '900.

 

Antico ponte in località La Pretella © foto Progetto Le Valli

Due interessanti particolari del ponte in pietra in località La Pretella: l'arcata e il pilone.

 

Arcata ponte © foto Progetto Le Valli



Particolare antico ponte in località La Pretella © foto Progetto Le Valli

Proseguendo lungo il torrente per quella che anticamente era la Strada corta di Romagna troviamo la cascata detta della Pretella, formata dal Fosso dei Trefaggi e dal Fosso a Boccina (Torrente Falterona).

 

La cascata in prossimità della località La Pretella © foto Progetto Le Valli

Le informazioni relative alla fondazione dell'Oratorio in località La Pretella sono tratte dalla documentazione che si trova all'Archivio Vescovile di Fiesole. Si ringrazia Don Bruno Brezzi per averla segnalata e fornita.

 

lunedì 1 febbraio 2021

Il mulino del Fondo

IL FONDO il ponte della gora sul torrente


La posizione dell'edificio è evidenziata dalla foto seguente che sembra giustificare il nome della località Il Fondo, dove si trova il mulino. Una grande costruzione che ha perso la sua funzione, sul Borro di San Godenzo, posta in prossimità dell'abitato di San Godenzo.


IL FONDO © foto Progetto Le Valli

 

Il mulino è raggiungibile con la Strada vicinale del Fondo (1). L'area è catastalmente interessata anche dalle Vicinali Dal Trebbio al Fondo (2) e Dal Fondo a Vallittoli (3).

 

Estratto catastale con le Strade vicinali di accesso.
1 Del Fondo-2 Dal Trebbio al Fondo-3 Dal Fondo a Vallittoli

 

A monte del torrente, non molto distante da Il Fondo, era presente anche il mulino di Vallittoli. Entrambi furono rilevati nel 1825 e riportati nelle mappe del Catasto del Granducato di Toscana.
 

Catasto Generale Toscano (estratto)

In duecento anni l'edificio ha subito varie trasformazioni, fino alla cessazione definitiva della funzione originaria come mulino, avvenuta vari decenni fa. Il venir meno dell'attività che andava avanti da tempo remoto, ha portato di conseguenza anche l'abbandono delle notevoli opere di canalizzazione dell'acqua che, come vedremo più avanti, sono però ancora riconoscibili. Nella seguente foto, dal Piano Strutturale del Comune di San Godenzo e risalente agli anni 1992-1994, è possibile ritrovare l'aspetto esterno che la costruzione ha ancora oggi.

 

IL FONDO - foto Comune di San Godenzo

 
Scendendo verso il torrente, in corrispondenza del lato a sinistra dell'edificio (vedi la foto seguente) si trovava il bottaccio che era posto a monte del mulino.
 
 
IL FONDO © foto Progetto Le Valli


Il bottaccio è un bacino artificiale in muratura in cui si raccoglie l'acqua proveniente dal canale di alimentazione, detto gora. Il bottaccio comunica col mulino tramite una bocca d'ingresso dell'acqua.
 
Il bottaccio visto dalla gora verso il mulino. Si intravedono le pareti in pietra ricoperte dalla vegetazione (foto seguente).

 
IL FONDO il bottaccio © foto Progetto Le Valli
 
 
Vista del bottaccio dal mulino verso la gora (foto seguente).
 

IL FONDO il bottaccio © foto Progetto Le Valli

 
La foto sotto mostra il lato dell'edificio verso il bottaccio, con un particolare del meccanismo a vite che permetteva di azionare la paratoia per regolare la quantità d'acqua da far convogliare in verticale nella canaletta. L'acqua che era raccolta nel bottaccio si trovava ad una quota maggiore e per caduta produceva la forza motrice necessaria a muovere le macine del mulino, tramite il ritrecine, la ruota idraulica di legno che era ad un livello ancora più basso.
 
 

IL FONDO © foto Progetto Le Valli
 
 
Il fronte principale dell'edificio guarda a valle verso il torrente. Nella grande costruzione era presente l'abitazione del mugnaio, oltre il mulino vero e proprio.

 

IL FONDO © foto Progetto Le Valli

 

Il mulino era disposto su più livelli. Nel mulino di sopra c'erano le macine in pietra, in quello di sotto, comunicante con l'esterno attraverso un'apertura a volta (in basso nelle due foto seguenti), era contenuto il ritrecine. L'acqua che dal bottaccio era stata qui incanalata per azionare il mulino, tramite il canale di scarico raggiungeva nuovamente il torrente.


IL FONDO © foto Progetto Le Valli

 

Nella foto seguente gli ambienti voltati del mulino di sotto. Nella parete sulla destra si intravede un'apertura da cui presumibilmente fuoriusciva il flusso controllato dell'acqua che proveniva in verticale dalla canaletta e faceva muovere il ritrecine.


IL FONDO © foto Progetto Le Valli
 
 

Il ponte per la gora.

A monte della briglia sul torrente San Godenzo (foto sotto) iniziava l'opera di presa dell'acqua che serviva per azionare il mulino.

 

IL FONDO la briglia © foto Progetto Le Valli

L’acqua era convogliata nella gora, il canale di alimentazione in muratura che dopo un percorso di molti metri terminava con la vasca di carico, il bottaccio. Nella foto successiva è visibile il muro della gora nel tratto di arrivo al ponte.


IL FONDO la gora © foto Progetto Le Valli

Le foto successive sono relative al ponte, opera costruita per il passaggio della gora sul torrente San Godenzo.  

 
IL FONDO il ponte © foto Progetto Le Valli


Particolare del pilone e dell'arcata del ponte sul quale passava la gora.


IL FONDO il ponte © foto Progetto Le Valli

 
Da notare l'importanza delle opere idrauliche ancora presenti che da sole meriterebbero un attento approfondimento per un recupero di tutto il compesso di quello che era il mulino del Fondo.
 

IL FONDO il ponte © foto Progetto Le Valli

Altri articoli pubblicati nel blog del Progetto Le Valli relativi ai mulini nel territorio del comune di San Godenzo:

Un percorso nel mondo del Castagno, con una descrizione del Molin Nuovo a San Bavello:
Il mulino di Castagno e gli altri:
https://progettolevalli.blogspot.com/2017/04/il-mulino-di-castagno-e-gli-altri.html


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giovedì 1 ottobre 2020

Le Valli e l'antico oratorio

Questo articolo vuole informare sulla situazione attuale di uno degli obiettivi del Progetto Le Valli, il recupero dell'antico oratorio che si trova nella località omonima. 

Con una nuova iniziativa sul web e in loco ci si propone di sviluppare un rinnovato interesse affinché gli obiettivi del progetto possano arrivare alla propria realizzazione.

 

Oratorio in località Le Valli, foto settembre 2020
 
 
Gli escursionisti che giungono a Le Valli troveranno a lato di ciò che resta dell'oratorio due pannelli esplicativi che illustrano alcuni momenti del progetto.

 

Pannelli esplicativi di alcune fasi del progetto

La località Le Valli è situata in un'area compresa tra gli abitati di San Godenzo e Castagno d'Andrea, tra il Passo del Muraglione e il Monte Falterona. Pur non essendo all'interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è collegata al Sentiero delle Foreste Sacre ed è interessata dai Sentieri del CAI, dell'Alta Via dei Parchi, dal Cammino di Sant'Antonio. La zona può essere raggiunta con la rete sentieristica esistente, integrata da cartelli posti ad indicare il tratto non segnato.

➡️ Al termine dell'articolo sono indicati i sentieri CAI interessati a seconda delle direzioni di provenienza.

 

Vista dalla Strada provinciale 9 ter del Rabbi
 
Vista dal Sentiero CAI n. 6
 
 

 
Il complesso edilizio Le Valli e l'oratorio. Foto archivio Progetto Le Valli, 2008
 
I proprietari hanno risieduto a Le Valli per secoli, è documentato dal 1737 fino agli anni '60 del secolo scorso. L'Oratorio, inserito in un complesso edlizio di grandi dimensioni ma in avanzato stato di decadimento, risultava già costruito nel 1748 ed era intitolato alla Madonna del Carmine. 
 
 G. M. Brocchi, Descrizione della provincia del Mugello, 1748, pag. 268-269
 
 
L'oratorio in una foto eseguita dall'Amministrazione comunale di San Godenzo negli anni 1992-1994  

Dell'oratorio sono rimasti in piedi i muri perimetrali, con evidente precarietà della facciata. La copertura da tempo crollata era in lastre di pietra.

 

Particolare della finestra in facciata, foto settembre 2020

 

Particolare dei resti della copertura, foto settembre 2020

 

Nel maggio 2017 è stato effettuato dalla proprietà un primo leggero intervento tampone per impedire nell'immediato il crollo della trave di colmo ancora posizionata e della piccola finestra.

 

L'oratorio in occasione dell'intervento del 2017
 

Nello stesso periodo fu eseguito il rilievo grafico dell'Oratorio a cura dell’Amministrazione comunale di San Godenzo. 

 

Rilievo grafico Oratorio loc. Le Valli. Pianta, 2017

 

Nel mese di ottobre dello stesso anno seguirono altre iniziative.

Si iniziò con l'escursione Al Sentiero dell'architettura rurale. Da San Martino di Castagno d'Andrea all'Abbazia benedettina di San Godenzo. Per l'occasione nell'oratorio era collocata un'installazione di Andrea Papi.

 

Andrea Papi, Colori primari, Le Valli 2017


A Castagno si tennero due mostre nel Centro visite del Parcoil rilievo dell'oratorio e le foto realizzate nel 2016 da Andrea Papi.

 

Mostra sul rilievo dell'oratorio, 2017

 

Contemporaneamente si svolse l'incontro Il Sentiero dell’architettura rurale e l’Oratorio delle Valli: obiettivo recupero. Viabilità ed architetture abbandonate nel territorio del Parco, con la partecipazione del direttore del Parco Foreste Casentinesi. 

A compimento di tutte le iniziative, nel maggio del 2018 il Comune di San Godenzo presentò al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi una richiesta di cofinanziamento comprendente il progetto "Sentiero dell'architettura rurale e Oratorio in località Le Valli". Il progetto però non è stato finanziato. 

Questa iniziativa si propone di far conoscere, anche dal vero a un numero maggiore di persone, un edificio di piccole dimensioni ma significativo bene culturale, destinato a scomparire senza un rinnovato interesse che permetta il restauro. 

lunedì 2 marzo 2020

Sassello nell'alta valle del Rabbi

Questo articolo è dedicato al bivacco Sassello che ha subito recentemente un incendio che ha distrutto totalmente l'interno (vedi foto). Auspicandone un veloce restauro si vuol sottolineare l'importanza dell'infrastruttura per tutto il territorio e per l'escursionismo.


Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Aleandro Fabbrucci, 2018.


Il  bivacco Sassello (m. 877 s.l.m.) si trova nel territorio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nell'alta valle del Rabbi, nel comune di San Godenzo. Fa parte del Patrimonio agricolo forestale della Regione Toscana, gestito per delega dall'Unione di Comuni Valdarno Valdisieve

La foto seguenti risalgono al periodo del restauro.  


Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Comune San Godenzo, 1992-1994

Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Comune San Godenzo, 1992-1994

Guardando la mappa catastale ne risulta recuperata solo una piccola parte, forse facente parte dell'edificio che era adibito ad abitazione. Inoltre, come si vede nell'immagine a sinistra, l'edificio era già presente nel Catasto leopoldino (primi dell'800).

 


Il bivacco Sassello è molto frequentato dagli escursionisti in tutte le stagioni ed è raggiungibile dalla Colla dei Tre Faggi, dal Giogo di Castagno e da Fiumicello.

A causa del recente incendio purtroppo dobbiamo continuare a descriverlo usando il passato.

Era liberamente accessibile e composto da due ambienti, uno al piano terra con panche, tavoli, dispensa e caminetto. L'altro vano al piano superiore poteva ospitare sei posti per il pernottamento con sacco a pelo. Era dotato anche di due cantine rifornite di legna. 


Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Aleandro Fabbrucci, 2018

Ancora due particolari del vano terra.
Nella prima foto si nota il pavimento in lastre di pietra e il lavello in pietra.


Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Aleandro Fabbrucci, 2018
Nella foto successiva un manufatto eseguito in pietra. 

Bivacco Sassello, San Godenzo. Foto Aleandro Fabbrucci, 2018

Nell'alta valle del Rabbi, nel comune di San Godenzo, oltre alla casa in località Sassello si trovavano altri antichi edifici, oggi quasi interamente distrutti dopo l'abbandono della montagna.
I ruderi, alcuni dei quali ancora visibili, erano presenti anche in località Forcone, Pian di Castagno, Usciaioli (vedi video), Coloreto, Frassine, Giogo (vedi post).

Dal Valico dei Tre Faggi, da un punto di vista catastale, l'antica viabilità della zona era rappresentata dalla Strada vicinale Pian di Castagno che raggiungeva la località omonima, come la strada degli Usciaioli, che iniziava dalla vicinale Giogana. La vicinale Pian di Castagno-Sassello  metteva in comunicazione le due case, passando per le abitazioni di Frassine e Coloreto. La Strada di Valdonetto giungeva invece da Pian di Castagno nel comune di Premilcuore. 
 
In conclusione vorrei evidenziare che nel comune di San Godenzo oltre Sassello altri ruderi sono stati trasformati in bivacchi o rifugi da parte dell'Unione di Comuni Valdarno Valdisieve, con finanziamenti della Regione Toscana o della Comunità Europea: la Capanna di Citerna, in loc. Poggio di Giogo; il bivacco Monte dei Gralli, che si affaccia sull'alta valle del Montone, ha permesso di recuperare un intero edificio. Sono presenti inoltre il bivacco Borbotto (m. 1200 s.l.m.) e un altro situato  presso il Rifugio Le Fontanelle.

 ANDREA PAPI